
Un’esperienza assai strana questa del vaccino. Appena si chiarisce che possiamo prenotare, corro senza esitazione in farmacia. Per scrupolo e coerentemente ai nostri impegni da caregiver, per entrambi ma a qualche giorno di distanza. Poi scoppia il nuovo caso Astrazeneca, e tra richiami, circolari ministeriali e gossip pseudoscientifico, la confusione incalza. Ma imperterrita continuo ad affidarmi.
Il centro vaccini triestino è ospitato nella vecchia centrale idrodinamica in Porto Vecchio, e nel padiglione di fronte.
I parcheggi sono pieni come al centro commerciale un sabato mattina, ma in zona gialla: tra edifici nuovi dal design pulito, pratico e informale, e altri degradati fino all’implosione, si muovono un numero di mezzi e di persone che decisamente non mi sarei aspettata, e questo strano “quartiere” ha quella personalità un po’ ambigua degli spazi urbani recuperati a metà, a cui non siamo abituati.

