
Quando è iniziata l’avventura di Autoktona è stata subito euforia. Merito del vino buono, certo. E degli amici sempre più numerosi e sinceri, sicuramente. Ma anche di una cosa che avevamo subito tradotto come “voglia di riappropriarsi di spazi fisici e della memoria“.
Non tanto la nostra magari, ma una memoria collettiva, che ti raggiunge rimbalzando come sui ciottoli di un fiume quasi in secca, di bocca in bocca, quando si crea l’occasione, e quando si respira lo spirito del luogo.
La senti nell’odore di polvere e umido quando riapri un negozio chiuso da decenni, nell’odore dei prodotti che usi per lavare via lo sporco e lo scotch incrostato dal sole, nell’odore di CRC spruzzato negli ingranaggi per tirare su una saracinesca affaticata dalla noia, odori nuovi che riempiono vuoti, prima pieni di genti e di mercato.
Poi siamo un po’ usciti. Dalle botteghe, dalla città.
Nel contado abbiamo respirato piuttosto strada bianca e rugiada tra i filari, che vecchia moquette e detergenti. Anche quelli raccontano, ma diversamente.
Ci ha pensato Chiara a riportarci sulle tracce di quella memoria collettiva. E di questo le siamo grati.

Chiara, con Sara, e Fabrizia, Valentina, Cristina, Erica, Sabrina, Anna. Per me restano anche le Sette Sorelle, diventate otto. Ma in realtà sono soprattutto il nuovo cuore grande di via Rastello, che riempie le vetrine, ma anche l’atmosfera, e sale su, fino ai balconi, e poi di nuovo giù, si insinua in ogni fessura tra i sanpietrini della bella strada ai piedi di Borgo Castello, che grazie a loro è diventata uno spazio fisico nuovo e uno spazio dell’anima, antico e contemporaneo.
Aspettative, progetti. Incontri.
Fare pulire salire scendere aprire chiudere riaprire.
Nastri di raso e cacciaviti. Spille da balia e pistole per silicone. Pallet e chiffon. Schegge-ruggine-petali vellutati.
La tracollina rossa è piena di chiavi che non aprono più negozi sfitti, ma ogni volta nuovi capitoli, nuovi progetti, nuove esperienze da fare insieme.
Così Amare in Bici ha portato proprio in via Rastello la sua prima Finestra, trasformando per qualche settimana Gorizia (che stranezza) in città del Collio Brda: un meritatissimo omaggio a chi, da un punto di vista apparentemente piccolo, sa decisamente sognare in grande!

Perché anche Leonardo adesso sa che se una telefonata si chiude con “ci vediamo in Via Rastello” non è un appuntamento come un altro. E anche domani qualcosa di speciale succederà.
La loro via Rastello oggi esprime una Gorizia bella, vitale, senza confini né urbani né extraurbani, una Gorizia “up” come ce la fa vedere Sara nelle sue Peacock-creature. La Gorizia che vorremmo ogni giorno in prima pagina.
La Gorizia in cui saremo felici di vedere diventare grandi i nostri figli, cresciuti bene, e cresciuti un pochino proprio qui.
In via Rastello.

E se….
Se siete curiosi, qualunque giorno sia quello in cui mi state leggendo, è probabile che in via Rastello qualcosa stia succedendo o stia x succedere. Per scoprirlo: Facebook e Instagram @viarastello associazione@viarastello.it Se volete saperne di più sulle Peacock-creature di Sara... fate bene! Potete contattarla qui: Facebook e Instagram @PeacockCreazioniGorizia sarettalamanda@gmail.com Se un giorno in via Rastello e dintorni non vi basta, passateci anche la notte! Per esempio dormendo addirittura a casa di Chiara: Facebook e Instagram @1848ChefsRooms www.milleottocentoquarantotto.it E se invece volete seguire le briciole lasciate dalle Finestre sul Collio con una bella escursione, magari off road, assicuratevi di avere l'abbigliamento adatto passando prima da K2 in via Rastello 19 (quando ci si mette in cammino, il look giusto non è solo una questione di stile!): Facebook e Instagram @K2-SPORT-Gorizia

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