“Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso…”. Au revoir Mister Blu. Zivjo Mister Blu!

Sabato 2 aprile è un gran giorno per Stefano e il suo Mister Blu (per i più consapevoli, anche Mister GluGlu, ndr): il piccolo bar di via Boccaccio saluta a modo suo la clientela di fedelissimi e si prepara a chiudere temporaneamente i battenti per dare il via ad una ristrutturazione radicale. Il nome, Mister Blu, rimarrà; lo spirito, quello di Stefano, che riempie ogni centimetro quadrato del suo piccolo regno frizzante, naturalmente anche. A cambiare saranno l’arredamento e l’offerta enogastronomica, che sarà potenziata.
Ma facciamo un passo indietro: nella storia di ogni città ci sono attività commerciali che meglio di altre sanno farsi interpreti e complici della comunità in cui sono inserite. Forse di Mister Blu non si sono ancora accorti tutti i goriziani, ma certo questo ruolo complice se l’è già conquistato a pieno titolo per quella zona della città che gravita attorno al Mercato Coperto, tra Corso Verdi e via Boccaccio. Il Mister Blu è il posticino giusto dove incontrare chi proprio non ti aspetti e dare il via a bicchierate mica da ridere, quelle che ti inchiodano nei pochi metri quadrati (anzi, quasi lineari) tra il bancone e la parete del locale, un’attrazione potente e magnetica…. Pericolosissimo! Anche per questo la prudenza, soprattutto il sabato mattina, consiglia di scegliere bene l’ora per “fare una capatina…”. Ma tra un bicchiere e l’altro, di sfuso della casa o anche di una bella selezione delle produzioni di amici vignaioli del Collio e del Brda sloveno, una tartina di mortadella tagliata al coltello e un triangolo di frittatina alle erbe di stagione, il Mister Blu è un locale dove può davvero succedere di tutto.
Perché c’è Stefano, che a volte, perde la tramontana e…. Apriti cielo! Sabato passiamo alle 11.00, per “un saluto”. All’incrocio aspettiamo il verde per attraversare via Boccaccio: almeno 30 metri in linea d’aria, il rumore di fondo del traffico di automobili e genti del mercato di sabato mattina. Ma il vocione di Stefano già si sente, eccome! All’una passata siamo ancora qui. Lo stretto interno del locale è stipato. Il marciapiede anche. Gli stalli blu davanti al bar prudentemente liberi, non è chiaro se per la prepotenza degli avventori che invadono la carreggiata o per la delicatezza degli automobilisti di passaggio. Considerato che a un certo punto si sciabola, decisamente meglio così. Il volume cresce, Stefano è in forma, fa il verso allo spot radiofonico Scavolini con Carlo Cracco. Me lo immagino qui tutto impettito, Cracco: chissà se anche lui saprebbe cedere all’irrefrenabile spirito di questo posticino pieno di cuore.
Alle 12 già volano le piastrelle, letteralmente: approfittando del prossimo smantellamento il banco in muratura con le piastrelle azzurre è diventato un album per le dediche. E i fedelissimi si portano via un pezzetto di storia, anticipando il lavoro dei muratori che lunedì inizieranno le demolizioni.

Tra un bicchiere, una piastrella e pane e mortadella, la spesa al mercato ormai è saltata. Ci guardiamo intorno: età media degli avventori? In barba alle logiche di targetizzazione il Mister Blu piace agli studenti ventenni, ai quarantenni e ai cinquantenni, agli operai e agli impiegati, ai chirurghi, ai dirigenti, ai commercianti, alla casalinga e al pensionato. E naturalmente piace a tutto il team Autoktona.
Anzi, ripensandoci, il target è MOLTO ben definito. Per sentirsi a proprio agio al Mister Blu, oggi più che mai, il requisito è uno solo: ci vuole cuore, e bisogna sapere un po’ lasciarsi andare. Quel tanto che basta per sentirsi dire “Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia… meraviglioso!”. Buon lavoro Mr Blu!

“Meraviglioso…, ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso”. Una cover dei Negroamaro della bellissima Meraviglioso di Modugno. La seconda recensione Autoktona è dedicata niente meno che ad uno dei fondatori di Autoktona: Stefano Sfiligoi. E pensando a lui, al suo estro a volte un po’ trash, ma per lo più irresistibilmente emozionante, per presentarlo a chi non lo conosce così bene, mi viene in mente un’immagine della seconda Mostra Assaggio Vini, quella ospitata nella sala storica dell’Unione Ginnastica Goriziana: tra un calice e un tiro di matto dei suoi, prende in mano il microfono e inizia a cantare “Meraviglioso”. Si girano tutti: chi sorridente e pieno di aspettativa, perché già sa che Stefano quando canta, CANTA, chi incredulo che quel pelatone sguaiatamente casinista sia l’autore di quelle note. W Stefano! ERREGI
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